Amici Fidati nel Desiderio di Mezzanotte
Tre amici trentenni – l’architetto Warrick di 32 anni, la fotografa Selena di 29 e l’imprenditore Errol di 34 – cedono finalmente alla voglia
La villa di Errol si ergeva isolata tra i cipressi, immersa nel buio della collina toscana, con le luci calde del salone che filtravano dalle ampie vetrate. Warrick, architetto di trentadue anni dal fisico snello e dalle spalle larghe scolpite da ore passate a piegarsi sui progetti, si era tolto la giacca e aveva arrotolato le maniche della camicia bianca. Accanto a lui, Selena, fotografa di ventinove anni dal corpo snello e dai seni pieni che premevano contro la blusa scura, sorrideva mentre faceva girare il calice di rosso tra le dita lunghe. Errol, imprenditore di trentaquattro anni, massiccio e sicuro di sé, con la barba corta e gli occhi scuri, aveva appena stappato la seconda bottiglia per celebrare il contratto milionario che aveva chiuso quella mattina grazie anche ai disegni di Warrick e alle foto promozionali di Selena.
«Cazzo, amici miei», disse Errol versando il vino, la voce calda e profonda. «Senza di voi non ce l’avrei fatta. Stanotte beviamo finché non ci scappa la merda dalla testa.»
Sedevano sul divano di pelle scura, troppo vicini. Warrick sentiva il profumo di Selena, un mix di vaniglia e pelle calda, e ogni volta che lei rideva le sue cosce si sfioravano. Avevano represso quella voglia per anni, fin dai tempi dell’università, quando Errol li aveva uniti in un trio di amici inseparabili. Ma stanotte l’aria era diversa. Gli sguardi di Warrick scivolavano sul collo di Selena, sul modo in cui la blusa si apriva un poco quando si chinava. Errol la fissava a sua volta, le labbra socchiuse.
«Ricordate quella sera a Roma?», chiese Selena, la voce già roca di vino e di qualcosa di più. «Quando abbiamo ballato fino all’alba e tu, Warrick, mi hai tenuta troppo stretta. E tu, Errol, mi hai guardata come se volessi spogliarmi lì, in mezzo alla pista.»
Warrick deglutì, il cazzo che già si irrigidiva nei pantaloni. «Ti guardavo perché eri la più bella. Lo sei ancora. E lo sapevi, stronza.»
Selena rise, ma gli occhi erano scuri di desiderio. «Lo sapevo. E volevo entrambi. Da anni. Stanotte non voglio più fingere. Vi voglio tutti e due. Qui. Ora. Dentro di me, sulle mie labbra, ovunque. Se dite di no, facciamo finta di niente. Ma se dite di sì…»
Il silenzio cadde pesante. Errol posò il calice, si sporse e le prese il mento. «Sì», mormorò. «Cazzo, sì. Ti voglio da sempre.»
Warrick si alzò, le si mise dietro sul divano, le mani che scendevano sulle spalle e poi scivolavano in avanti, cupando i seni pieni attraverso la blusa. I capezzoli già duri premevano contro i palmi. «Anch’io. Voglio leccarti, scoparti, vederti prendere Errol mentre io ti riempio. Sei sicura, Selena?»
«Sicurissima», gemette lei, arretrando il culo contro l’erezione di Warrick. Le sue mani scesero, una su Errol e una dietro su Warrick, accarezzando i cazzi già turgidi e pulsanti attraverso la stoffa. «Li sento entrambi. Grossi, duri. Voglio assaggiarvi. Voglio che mi usiate finché non riesco più a camminare. Siete d’accordo? Completamente?»
«Sì», ruggì Errol, e la baciò. La bocca di Errol si schiantò contro quella di Selena, lingua calda e insistente che le esplorava i denti e le labbra. Warrick le slacciò i bottoni della blusa, le tirò fuori i seni, li massaggiò con le dita ruvide, pizzicando i capezzoli finché lei non gemette nel bacio. Le mani di Selena lavoravano più forte, aprendo le cerniere, liberando i due membri. Quello di Errol era grosso, venoso, la testa già umida di liquido preorgasmo. Quello di Warrick era lungo e dritto, che pulsava contro il suo palmo.
«Fanculo l’amicizia per stanotte», mormorò Warrick contro l’orecchio di lei. «Stanotte sei nostra. E noi siamo tuoi.»
Selena si staccò dal bacio, gli occhi lucidi. Si inginocchiò sul tappeto spesso tra le loro gambe aperte. Prese il cazzo di Errol in una mano e quello di Warrick nell’altra, li accostò e cominciò a leccare, lingua larga e calda che girava intorno alle teste, assaggiando il sapore salato di entrambi. Poi aprì la bocca e ingoiò Errol fino in gola, succhiando forte, le guance cave, mentre la mano pompava Warrick. Errol gemette e chinò la testa, e Warrick lo afferrò per la nuca e lo baciò sopra di lei. Lingue che si mescolavano, baffi e barba che si strofinavano, mentre Selena passava da un cazzo all’altro, leccando le palle di Warrick e poi rimettendosi a succhiare Errol con rumori umidi e schioccanti.
«Cazzo, che bocca», ansimò Errol tra un bacio e l’altro. «Succhiami più forte, troia. Guardalo come ti guarda Warrick mentre mi prendi in gola.»
Selena si staccò solo per dire, con la voce rauca di saliva: «Più sporco. Parlatemi sporco. Voglio sentirmi usata da entrambi.»
Warrick si liberò i pantaloni del tutto, si mise in ginocchio dietro di lei, le alzò la gonna e le strappò via le mutandine di pizzo già inzuppate. La figa di Selena era gonfia, bagnata, le labbra rosate che scintillavano. Le passò due dita dentro, le aprì, e poi spinse il cazzo fino in fondo in un colpo solo. Selena urlò intorno al cazzo di Errol, il suono soffocato e vibrante. Warrick la scopò forte da dietro, le mani sui fianchi, le chiappe che sbattevano contro il suo bacino con schiaffi carnali. Ogni spinta le faceva prendere Errol più a fondo in gola.
«Così, prendi entrambi», ruggì Warrick. «Figa stretta e bocca piena. Sei nata per questo, Selena. Diccelo.»
«Sììì… scopami… succhio e mi faccio fottere… più forte…», riuscì a gemere lei tra una succhiata e l’altra.
Errol le afferrò i capelli, le tenne la testa ferma mentre le inculava la bocca. Poi, quando Warrick tirò fuori, Errol la sollevò e la trascinò sul divano. Si sdraiò sulla schiena, il cazzo dritto verso l’alto, e Selena vi montò sopra a cavalcioni, facendosi scivolare dentro con un gemito lungo. Cominciò a cavalcarlo selvaggia, i seni che ballavano, le unghie sul petto peloso di Errol. Warrick si posizionò dietro di lei, le spalancò le natiche e le sputò sul buco stretto del culo. Le dita prima, poi la testa del cazzo che premeva, che spingeva lentamente finché non entrò, strappandole un urlo di piacere puro.
«Oh cazzo, sì! Riempitemi entrambi! Doppio, profondo, scopatemi il culo e la figa insieme! Tirami i capelli, schiaffeggiatemi le chiappe, chiamatemi troia!»
Warrick le diede uno schiaffo sonoro sulla natica destra, poi un altro, mentre le tirava i capelli indietro e cominciava a spingere in sincronia con Errol. I due cazzi si muovevano dentro di lei, uno nella figa calda e stretta, l’altro nel culo che si stringeva convulsamente. Il ritmo diventò selvaggio, umido, i suoni di pelle contro pelle e di carne che sbatteva. Selena urlava, piangeva di piacere, chiedeva di più.
«Più forte, stronzi! Usatemi! Sono la vostra puttana di mezzanotte, riempitemi, fanculo, non fermatevi!»
Errol le pizzicava i capezzoli mentre la scopava dal basso. Warrick le morsi la spalla e le sussurrò all’orecchio: «Senti come ti allarghiamo. Due cazzi che ti spaccano. Vieni per noi, Selena. Vieni come una cagna in calore.»
L’orgasmo la colpì a ondate. Prima uno, il corpo che si irrigidiva, la figa e il culo che si contraevano intorno ai due membri, poi un secondo più forte, un urlo rauco che riempì la villa, le cosce che tremavano, i fluidi che le scendevano lungo le cosce mentre continuavano a fotterla attraverso il piacere multiplo. Tremava, ansimava, ma non si fermò, li pregò di continuare.
Esausti e sudati, i tre rallentarono. Errol e Warrick la baciarono a turno, teneri ora, labbra che si sfioravano e lingue che si assaggiavano mentre i fianchi continuavano a muoversi. Errol venne per primo, con un ruggito basso, il cazzo che pulsava e sparava sborra calda e densa in fondo alla figa di Selena. Warrick lo seguì pochi secondi dopo, le spinte ultime profonde nel culo di lei, riempiendola di getti caldi che le scaldarono le viscere. Selena gemette sentendosi piena, traboccante, lo sperma che cominciava a colarle fuori mentre loro rimanevano ancora dentro.
Si lasciarono scivolare uno sull’altro sul divano grande, corpi appiccicati di sudore e liquidi. Si abbracciarono stretti, le mani di Errol nei capelli di Selena, quelle di Warrick sul fianco di Errol, labbra che si cercavano ancora in baci lenti e umidi. Il cuore batteva forte, il respiro ancora corto. Ma il desiderio non era spento. Warrick sentì il cazzo di Errol che già si muoveva di nuovo contro la coscia di Selena, e la figa di lei che pulsava ancora, pronta. Gli occhi di Selena si aprirono, scuri e affamati, e mormorò: «Non abbiamo finito… la notte è lunga… e io voglio ancora di più da voi due.»
Errol sorrise contro la sua bocca, e Warrick sentì la tensione risalire calda e inevitabile tra i loro corpi intrecciati.
Si lasciarono scivolare più a fondo nel divano, sudore e sborra che li rendeva scivolosi, le gambe di Selena ancora spalancate tra i due corpi caldi. Warrick sentiva il battito del cuore di Errol contro la schiena di lei, e la figa di Selena che ancora pulsava, colando il loro misto caldo sulle cosce. Il cazzo di Warrick, ancora mezzo duro, pigramente strofinava contro il culo pieno di lei; quello di Errol si rialzava già, spesso e pesante, premendo sul ventre di Selena.
«Ancora», mormorò lei, la voce rauca, gli occhi socchiusi ma affamati. «Non bastano. Voglio sentirvi di nuovo. Voglio leccarvi puliti e poi farmi riempire finché non riesco più a chiudere le gambe.»
Errol rise basso, le mani grandi che le massaggiavano i seni ancora sensibili, i polpastrelli che giravano sui capezzoli duri. «Troia golosa. Guardala, Warrick. Non si è ancora saziata. Dopo aver preso due cazzi insieme vuole di più.»
Warrick si alzò in ginocchio, le dita che scendevano a raccogliere lo sperma che usciva dal culo e dalla figa di Selena, e glielo portò alle labbra. Lei lo succhiò avidamente, la lingua che leccava le dita, assaporando il sapore salato e denso di entrambi. «Cazzo, che buono», gemette. «Voglio di più. In ginocchio, entrambi. Voglio succhiarvi mentre siete appiccicati di me.»
Si sistemarono. Errol restò seduto, le cosce aperte, il cazzo già di nuovo turgido, lucido dei loro fluidi. Warrick si accovacciò accanto, spalla a spalla. Selena si mise in ginocchio tra loro, i seni che pendevano pesanti, e li prese entrambi in mano. Li accostò, le teste che si sfioravano, e aprì la bocca larga. Lingua larga che leccava su e giù, che girava intorno alle glande gonfie, che succhiava le palle di Errol e poi scivolava lungo l’asta di Warrick. Li pompava con le mani mentre la bocca andava da uno all’altro, suoni umidi, schiocchi, saliva che colava lungo i membri e le dita.
«Guarda come li prendi», ansimò Warrick, una mano nei capelli di lei. «Bocca da puttana. Ingoiaci fino in gola. Voglio vederti soffocare sul mio cazzo mentre Errol ti guarda.»
Selena lo fece. Infilò Warrick in gola, le labbra che toccavano la base, le guance cave, gli occhi lucidi di lacrime di piacere mentre Errol le pizzicava un capezzolo. Poi passò a Errol, più grosso, che le stirava la bocca. Warrick si chinò e baciò Errol di nuovo, lingue che si intrecciavano sopra la testa di lei, mentre Selena li succhiava a turno, sempre più forte, sempre più sporca. «Usatemi la faccia», mormorò tra una boccata e l’altra. «Sborratemi addosso dopo. Voglio sentirmi coperta.»
Errol la sollevò di scatto, la girò a quattro zampe sul divano. «Prima ti riempiamo di nuovo. Figa e culo. Come prima, ma più duro. Dicci che lo vuoi.»
«Lo voglio», ansimò Selena, il culo alto, la figa ancora gonfia e lucida. «Scopatemi. Spaccatemi. Due cazzi dentro, contemporaneamente. Fatemi venire finché non piango.»
Warrick si sdraiò sotto di lei questa volta. Selena scese a cavalcioni sul suo cazzo lungo, facendosi aprire la figa bagnata, scivolando fino in fondo con un gemito lungo. Si piegò in avanti, le mani sul petto di Warrick, i seni che gli sfioravano il viso. Errol si mise dietro, le dita che aprivano le natiche ancora lubrificate di sborra e saliva. «Respira, puttanella. Te lo metto tutto.»
La testa del cazzo di Errol premette contro il buco stretto, già allentato ma ancora teso. Spinse lentamente, centimetro dopo centimetro, mentre Warrick teneva ferme le anche di Selena. Lei urlò, un suono gutturale di piacere puro quando entrambi furono dentro, i due membri che la riempivano, che premevano uno contro l’altro attraverso la sottile membrana di carne. «Oh Dio… sì… così pieni… sento tutto…»
Cominciarono a muoversi. Warrick dal basso, spinte lunghe e profonde nella figa calda e stretta. Errol da dietro, ritmi più corti e potenti nel culo. Si sincronizzarono, entrando e uscendo a turni, poi insieme, facendo esplodere gemiti da Selena a ogni colpo. Il divano scricchiolava. La pelle sbatteva. Il suono era umido, carnale, schiaffi di bacino contro natiche, squittii di figa e culo pieni.
«Parlami sporco», gemette lei, la voce rotta. «Chiamatemi troia. Ditemi quanto sono aperta.»
«Sei la nostra cagna di mezzanotte», ruggì Errol, uno schiaffo sonoro sulla chiappa che lasciò un segno rosso. «Due cazzi che ti allargano. Guarda come ti stringi. Come ti contorci. Troia. Puttana degli amici. Nata per prendere cazzi insieme.»
Warrick le morse un seno, succhiò il capezzolo duro, le mani che le tenevano i fianchi. «Senti come ci fai venire duri. Figa che succhia, culo che milza. Vieni, Selena. Vieni sui nostri cazzi. Spremi.»
L’orgasmo la travolse di nuovo, più forte del primo. Il corpo si irrigidì, un urlo lungo che si spezzò in singhiozzi di piacere, la figa e il culo che si contraevano a ondate, spremendo i due membri. Fluidi che schizzavano, bagnando il ventre di Warrick. Ma non si fermarono. Continuarono a fotterla attraverso le convulsioni, più veloci, più profondi, tenendola aperta e piena.
Quando il tremito diminuì, Errol uscì dal culo e si mise in piedi sul divano. Selena, ancora impalata sul cazzo di Warrick, alzò la testa. Errol le afferrò i capelli e le cacciò il cazzo in bocca, facendoglielo succhiare lordo del suo stesso buco. «Puliscilo. Leccalo. Poi ti rinetto.»
Lei lo fece con avidità, lingua che girava, che ripuliva, mentre cavalcava Warrick con movimenti più lenti, più profondi, assaporando ogni centimetro. Warrick le teneva le natiche aperte, osservando il buco rosso e usato, e ci spinse due dita, facendola gemere intorno al cazzo di Errol.
Poi cambiarono di nuovo. Errol si sdraiò, Selena montò a rovescio, la schiena contro il petto di lui, il cazzo di Errol che entrava di nuovo nella figa. Warrick si mise in ginocchio di fronte, le alzò le gambe e spinse nel culo ancora una volta. Doppio ancora, ma da angolazioni diverse, più profonde. Le spinte erano selvagge ora, senza freni. Selena teneva le proprie cosce aperte, esposta, usata, le urla che riempivano la villa.
«Più forte… più… scopate la vostra puttana… riempitemi… voglio sborra ovunque…»
Errol le mordeva il collo, le mani che le spremevano i seni. Warrick le baciava le labbra tra una spinta e l’altra, lingue che si mescolavano. Il ritmo accelerò fino a diventare un martellamento continuo. Selena venne di nuovo, un orgasmo lungo e umido che la fece squirtare intorno al cazzo di Errol, bagnando entrambi. Le gambe tremavano incontrollate.
«Dentro», ansimò lei. «Sborrate dentro. Entrambi. Riempitemi di nuovo. Voglio colare per ore.»
Errol ruggì per primo, le anche che si alzarono, il cazzo che pulsava e sparava getti caldi e densi in fondo alla figa. Warrick lo seguì, spinte ultime profonde nel culo, sborra che esplodeva, che le riempiva le viscere di calore. Rimasero così, connessi, pulsando, respirando a fatica, il misto caldo che già cominciava a uscire quando si mossero leggermente.
Si sfilarono lentamente. Selena gemette per la perdita, sentendosi vuota e traboccante allo stesso tempo. Si accasciarono di nuovo insieme, corpi intrecciati, sudati, lucidi di sborra e saliva. Warrick leccò tra le cosce di lei, assaporando il loro sapore misto, mentre Errol le baciava la bocca teneramente ora, le dita nei capelli umidi.
Ma il desiderio non moriva. Selena, con le dita che raccoglievano lo sperma che le usciva e se lo portava in bocca, sorrise stanca e satolla ma già schemante. Gli occhi scuri si fissarono prima su Warrick, poi su Errol.
«Sabato prossimo», mormorò, la voce bassa, già piena di piani. «La mia casa a Firenze. Porto le mie amiche. Due o tre. Tutte trentenni, tutte curiose, tutte che sanno di voi due. Vi farò guardare mentre le preparo, poi vi farò usarle con me. Ognuna di voi mi prenderà mentre loro ci leccano. Poi scambieremo. Voglio un’orgia intera. Più bocche, più fighe, più culi. E voi due al centro, a comandare. Sto già pensando ai nomi, a chi invitare, a come disporre i lettoni. Non finisce qui. La prossima volta sarà più grande, più sporca, e io sarò al centro a dirvi dove mettere i cazzi. Siete d’accordo?»
Errol rise contro il suo collo, già duro di nuovo solo a sentirla. Warrick le baciò la spalla, la mano che le accarezzava il ventre ancora pieno. «Sì», dissero entrambi, la notte che continuava a pulsare tra i cipressi, e Selena chiuse gli occhi con un sorriso, già a contare i giorni e a disegnare nella mente ogni posizione, ogni gemito, ogni sborra che avrebbero condiviso.
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