Neve e Desiderio: La Moglie Che Sceglie l’Amico del Marito
Sofia, 38 anni, si fa scopare con forza dall’amico del marito Warrick, 40 anni, mentre il marito guarda eccitato.
Sono Gideon, ho quarantadue anni e da più di quindici sono sposato con Sofia, una donna di trentotto anni che ancora oggi mi toglie il fiato. Ha capelli neri lunghi fino a metà schiena, occhi verdi che sembrano sempre sul punto di sfidarti, un seno abbondante e sodo che tende ogni stoffa, fianchi larghi e un culo rotondo, alto, che ondeggia a ogni passo come se sapesse esattamente l’effetto che fa. Sofia è sempre stata bella, ma negli ultimi anni è diventata insoddisfatta. Il nostro letto aveva perso quel fuoco primordiale. Facevamo l’amore, certo, ma era tenero, prevedibile. Lei voleva essere presa, usata, dominata.
Tutto è cominciato una sera di sei mesi fa. Eravamo a letto, sudati, il suo corpo ancora sopra il mio. Il mio cazzo era ancora dentro di lei, mezzo duro dopo l’orgasmo. Sofia ha appoggiato le labbra sul mio orecchio e, con voce bassa e vergognosa, ha sussurrato: «Gideon… da settimane non riesco a pensare ad altro. Voglio che Warrick mi scopi. Il tuo migliore amico. Voglio che mi prenda forte, che mi apra le gambe e mi riempia mentre tu ci guardi».
Le sue parole mi avevano colpito come una scarica elettrica. Warrick ha quarant’anni, è alto quasi uno e novanta, spalle larghe da ex rugbista, braccia forti, voce profonda e uno sguardo calmo che nasconde una fame evidente. È il mio amico da vent’anni. Quella notte non ho risposto. Ho solo ricominciato a muovermi dentro di lei, più duro di prima, e Sofia è venuta gemendo il suo nome.
Da quel momento le confessioni sono diventate il nostro segreto più sporco. Ogni volta che scopavamo, lei mi raccontava nuovi dettagli: come immaginava la mano grande di Warrick intorno alla sua gola, come voleva essere messa a quattro zampe e scopata fino a non riuscire più a parlare, come desiderava che io fossi seduto in poltrona a guardarli, con il cazzo in mano. Quelle parole mi facevano impazzire. Venivo sempre prima di lei, incapace di trattenermi. La tensione tra noi tre è cresciuta lentamente, come neve che si accumula prima di una valanga.
Durante le cene a casa nostra o i weekend in montagna, l’aria era elettrica. Sofia si vestiva in modo sempre più provocante quando sapeva che sarebbe venuto Warrick. Abiti aderenti che le segnavano i capezzoli, gonne corte che lasciavano vedere le cosce tornite. Lui la guardava. Io vedevo quegli sguardi. Lei li ricambiava. A tavola, le ginocchia si toccavano “per sbaglio”. Le dita di Sofia sfioravano il braccio di lui quando gli passava il vino. Io restavo in silenzio, il cuore che batteva forte, il cazzo mezzo duro per ore. Nessuno diceva niente di esplicito, ma tutti sapevamo. Era un gioco pericoloso e delizioso.
Quella sera di fine autunno è stato il punto di non ritorno.
Avevamo cenato tardi, solo noi tre. Il camino acceso, luci basse, una bottiglia di rosso aperta ma bevuta con calma. Nessuno era ubriaco. Eravamo lucidissimi, consapevoli di ogni respiro. Dopo cena Sofia è sparita in camera da letto per qualche minuto. Quando è tornata, il mio respiro si è fermato. Indossava solo una delle mie camicie bianche di oxford, quella che uso per le riunioni importanti. L’aveva abbottonata solo a metà. Il tessuto le arrivava appena sotto le natiche, lasciando scoperte le gambe lunghe e lisce. Ogni movimento rivelava l’orlo di un perizoma di pizzo nero che le scompariva tra le curve del culo. I seni pesanti tendevano la stoffa; i capezzoli, già duri, premevano contro il cotone come due piccoli sassolini.
Warrick era seduto sul grande divano di pelle. Io ero in poltrona di fronte, a due metri di distanza. Sofia gli si è avvicinata ancheggiando lentamente, senza dire una parola. Si è fermata tra le sue ginocchia aperte.
«Posso?» ha chiesto con voce morbida, quasi infantile.
Warrick ha sorriso, un sorriso lento e predatorio. Ha aperto un po’ di più le gambe e ha dato due colpetti sulle proprie cosce. Sofia si è girata e si è seduta su di lui, di schiena contro il suo petto, il culo premuto proprio sopra il suo inguine. Ho visto Warrick inspirare bruscamente quando ha sentito il calore del suo corpo.
Per un lungo momento nessuno ha parlato. Sofia ha appoggiato la testa contro la spalla di lui. Warrick ha fatto scorrere lentamente le mani grandi sulle sue cosce nude, risalendo fino all’orlo della camicia. Io guardavo, ipnotizzato. Il mio cazzo era già duro come marmo dentro i pantaloni. Sentivo il sangue pulsare nelle tempie.
Sofia ha voltato il viso verso Warrick. I loro sguardi si sono incatenati. Poi lei ha fatto la prima mossa. Ha alzato una mano, gli ha preso la nuca e lo ha baciato.
Non è stato un bacio dolce. È stato subito profondo, famelico. Ho visto le loro lingue incontrarsi, rosse e bagnate, mentre Sofia emetteva un gemito basso nella gola di lui. Warrick ha risposto con un ringhio sommesso, una mano che saliva sotto la camicia ad afferrarle un seno nudo, stringendolo con forza. L’altra mano le stringeva la coscia, tirandola più aperta sopra di sé. Sofia si è messa a strusciarsi lentamente, facendo ondeggiare il bacino sopra il rigonfiamento evidente dei suoi pantaloni.
Io non riuscivo a muovermi. Respiravo a bocca aperta, le mani strette sui braccioli della poltrona. Vedere la lingua di Warrick invadere la bocca di mia moglie, vedere le dita di lui che le pizzicavano il capezzolo attraverso la camicia aperta, sentire i piccoli suoni bagnati dei loro baci… era troppo e non abbastanza.
Dopo un minuto Sofia si è staccata dal bacio, le labbra gonfie e lucide di saliva. Ha girato la testa verso di me. I suoi occhi erano scurissimi, le pupille dilatate. La camicia le era scivolata da una spalla, scoprendo metà del seno destro, il capezzolo rosso e turgido.
«Gideon…» ha detto con voce roca, spezzata dal desiderio. «Guardami. Guardami bene. Vuoi davvero questo? Vuoi vedermi diventare la sua hotwife? Vuoi che Warrick mi scopi nel nostro letto, che mi apra la figa con il suo cazzo grosso mentre tu stai seduto lì a guardare? Dimmelo chiaramente, amore. Se dici sì, non si torna più indietro.»
Il silenzio è durato pochi secondi, ma è sembrato eterno. Ho sentito la mia voce uscire bassa, tremante di eccitazione pura.
«Sì, Sofia. Lo voglio. Voglio vederti mentre lui ti prende. Voglio vederti urlare il suo nome mentre ti scopa come meriti.»
Warrick ha fatto un verso di approvazione profondo, quasi un ringhio. La sua mano era ancora dentro la camicia di mia moglie, a palparle il seno con possessività evidente. Ha guardato me direttamente negli occhi.
«Sei sicuro, Gideon? Perché una volta che inizio, non mi fermerò. Voglio scoparmela forte. Voglio farle sentire ogni centimetro. E voglio che tu veda quanto le piace.»
Ho annuito, la gola secca. «Sono sicuro.»
Sofia ha sorriso, un sorriso lento, trionfante e osceno. Si è girata di nuovo verso Warrick, gli ha leccato le labbra e ha sussurrato: «Portami in camera. Adesso».
Warrick non se lo è fatto ripetere. Con una facilità impressionante ha passato un braccio sotto le ginocchia di lei e l’altro dietro la schiena, alzandosi dal divano come se Sofia non pesasse nulla. La camicia le è salita del tutto, scoprendo completamente il culo e il perizoma nero infilato tra le natiche. Le gambe di mia moglie gli si sono avvolte intorno ai fianchi. Mentre la portava verso il corridoio che porta alla nostra camera, Sofia mi ha guardato da sopra la spalla di lui. I suoi occhi dicevano tutto: eccitazione, sfida, amore sporco.
Li ho seguiti. Il cuore mi batteva così forte che lo sentivo nelle orecchie. Warrick ha spinto la porta della camera con una spalla. La luce bassa della lampada sul comodino era già accesa. Ha deposto Sofia sul bordo del letto matrimoniale, proprio dove io e lei abbiamo dormito per anni. Lei è rimasta seduta, le gambe leggermente aperte, la camicia completamente aperta adesso, i seni nudi che si alzavano e abbassavano veloci.
Warrick è rimasto in piedi davanti a lei, alto, imponente. Si è tolto lentamente la camicia, rivelando il torace muscoloso e peloso. Sofia lo guardava dal basso verso l’alto con adorazione quasi religiosa. Poi ha voltato di nuovo lo sguardo verso di me, che ero fermo sulla soglia.
«Siediti lì, amore» ha detto indicandomi la poltrona di velluto nell’angolo della stanza. «Non ti muovere. Voglio che vedi tutto.»
Mi sono seduto. Le mani mi tremavano. Warrick ha posato una mano grande sulla testa di Sofia, guidandola verso il rigonfiamento dei suoi pantaloni. Lei ha iniziato a baciarlo lì sopra, attraverso la stoffa, mentre con le dita gli abbassava la cerniera.
L’aria nella stanza era densa di desiderio. Sapevo che stava per succedere. Sapevo che da quel momento Sofia sarebbe diventata davvero la moglie che si fa scopare dall’amico del marito sotto i miei occhi. E io non vedevo l’ora di sentire i primi gemiti di piacere che le sarebbero usciti dalla gola quando il cazzo di Warrick l’avrebbe aperta per la prima volta.
La tensione era così forte che sembrava potesse spezzare l’aria stessa. E mentre Sofia tirava fuori il membro spesso e venoso di lui, lucido di precum, ho capito che l’atto uno della nostra nuova vita era appena terminato.
Warrick gemette quando Sofia estrasse del tutto il suo cazzo spesso e venoso, la cappella gonfia che stillava precum abbondante sulle dita di lei. Mia moglie, trentottenne con quel corpo che ancora mi toglieva il fiato dopo quindici anni di matrimonio, lo fissava con occhi da puttana affamata, ma lui non le permise di prenderlo in bocca. La afferrò per i capelli con la mano grande da ex rugbista, la tirò in piedi e la spogliò completamente. Le sfilò la camicia di oxford facendola cadere a terra, poi agganciò il perizoma di pizzo nero e lo strappò via con un gesto secco, lasciando Sofia nuda sul bordo del letto. I suoi seni abbondanti e sodi ondeggiarono liberi, i capezzoli scuri già durissimi, la figa rasata gonfia e lucida di umori che le colavano lungo le cosce tornite. Il culo alto, rotondo, sembrava implorare di essere afferrato e sbattuto.
«A quattro zampe, troia. Sul letto, adesso» ringhiò Warrick, quaranta anni di muscoli e fame repressa. Sofia obbedì subito, salendo sul nostro letto matrimoniale, ginocchia larghe, schiena inarcata, culo spinto verso l’alto come un’offerta sporca. Io, Gideon, quarantadue anni e il cuore che sembrava volermi esplodere nel petto, restavo inchiodato sulla poltrona di velluto, il cazzo duro come marmo nei pantaloni, la bocca secca. Pensavo che questo era il momento che avevamo costruito con mesi di confessioni bisbigliate mentre scopavamo: mia moglie che sceglieva il cazzo del mio migliore amico davanti ai miei occhi.
Warrick si posizionò dietro di lei, strofinò la grossa cappella tra le labbra bagnate della sua figa, poi diede una spinta brutale che la aprì tutta in un colpo solo. Sofia urlò, un suono rauco e profondo che riempì la camera. «Cazzo, sì! È enorme… mi stai spaccando, Warrick!» Lui non ebbe pietà. Iniziò a prenderla con forza da dietro, le mani piantate sui suoi fianchi larghi, tirandola indietro contro di sé ad ogni affondo violento. Il rumore era osceno: schiaffi di pelle contro pelle, il suono bagnato della figa di lei che veniva aperta e richiusa dal cazzo spesso di lui, le sue palle che sbattevano ritmicamente contro il clitoride. Il culo di Sofia tremava ad ogni impatto, i seni pesanti penzolavano e oscillavano come pendoli, i capezzoli che sfioravano il lenzuolo.
Lei girò la testa verso di me, i capelli neri appiccicati al viso sudato, gli occhi verdi dilatati dal piacere. «Gideon… guardami, amore. Guarda quanto è grosso il cazzo del tuo amico. Mi riempie tutta, lo sento spingere fino in fondo alla pancia. È molto più spesso e lungo del tuo, mi sta dilatando la figa come tu non sei mai riuscito a fare. Mi scopa da puttana, mi usa, e io sto per venire già… oh cazzo, sì, più forte!»
Warrick rise tra i grugniti, accelerando il ritmo, sbattendola senza freni. Il letto cigolava pericolosamente, il corpo maturo di Sofia veniva sballottato come una bambola di carne. Io mi ero aperto i pantaloni senza rendermene conto, stringevo il mio cazzo in mano e lo accarezzavo lentamente, ipnotizzato dal modo in cui la figa di mia moglie si allargava intorno a quel membro venoso, lucido dei suoi succhi densi che le colavano fino alle ginocchia. L’odore di figa eccitata e di maschio dominante saturava l’aria. Ogni spinta di Warrick produceva un suono bagnato e volgare, e Sofia non smetteva di parlare, la voce rotta dai gemiti.
«Lo senti come mi sbatte, Gideon? Il suo cazzo è un martello… mi sta rovinando per te. Sono la sua hotwife adesso, la moglie che si fa fottere dall’amico del marito mentre lui guarda. Sto venendo… sto venendo sul suo cazzo grosso, cazzo!» Il suo corpo si irrigidì, la schiena si inarcò ancora di più, e venne con un urlo strozzato, la figa che pulsava visibilmente intorno al membro di Warrick, schizzando umori caldi sulle sue palle.
Lui non si fermò. La tirò per i capelli, la fece girare sulla schiena con forza bruta e le spalancò le gambe. La penetrò di nuovo in missionario, affondando fino in fondo con una spinta che la fece sobbalzare sul materasso. Poi si abbassò su di lei, il torace peloso contro i suoi seni, e la baciò mentre la scopava profondamente. Era un bacio sporco, lingue che si divoravano, saliva che colava agli angoli delle bocche, mentre il suo bacino martellava tra le cosce aperte di Sofia. Ogni affondo era potente, lento e devastante, il cazzo che colpiva il fondo della sua figa con precisione brutale. Sofia gemeva nella bocca di lui, le unghie conficcate nella schiena muscolosa di Warrick, le gambe avvolte intorno ai suoi fianchi per prenderlo ancora più dentro.
Io guardavo ogni dettaglio: il modo in cui le labbra della sua figa si tendevano intorno alla base del cazzo di lui, il rivolo di umori misti a precum che colava lungo la fessura del culo, il tremore delle cosce di mia moglie ogni volta che veniva riempita. I loro baci erano rumorosi, bagnati, osceni. Sofia staccò la bocca solo per guardarmi di nuovo, la voce spezzata dalle spinte.
«Gideon, avvicinati. Subito. Vieni qui sul letto. Voglio il tuo cazzo in bocca mentre Warrick mi fotte con queste spinte potenti. Voglio essere usata da tutti e due, la figa piena del suo cazzo e la gola piena del tuo. Sono la vostra puttana consensuale, la hotwife sporca che adora tutto questo.»
Mi alzai barcollando, mi avvicinai al bordo del letto e le offrii il mio cazzo duro. Sofia lo afferrò con una mano calda e lo ingoiò fino in gola senza esitare, succhiando con voracità mentre Warrick continuava a sbatterla senza tregua. Le sue spinte facevano muovere tutto il corpo di lei, spingendo il mio membro più a fondo nella sua bocca calda e bagnata. Era una sensazione indecente e perfetta: sentivo la vibrazione dei suoi gemiti intorno alla cappella, vedevo il cazzo di Warrick che entrava e usciva dalla sua figa fradicia con forza sempre maggiore, le palle che sbattevano contro il suo culo. Sofia godeva come una pazza, gli occhi che lacrimavano per il doppio uso, il corpo scosso da orgasmi continui mentre veniva presa da entrambi in modo così sporco e totale.
Non resistetti più di due minuti. Il piacere era troppo intenso, la vista di mia moglie trasformata in un buco per due cazzi mi fece esplodere. Le venni in bocca con un grugnito, scaricando getti densi di sborra che lei ingoiò avidamente, succhiando fino all’ultima goccia senza smettere di gemere. Warrick ringhiò vedendo la scena, diede tre spinte finali brutali e venne anche lui, riempiendo la figa di Sofia di sperma caldo e abbondante, fiotto dopo fiotto, finché il bianco denso non cominciò a colare fuori intorno al suo cazzo ancora dentro di lei.
Quando si tirò fuori, il cazzo lucido e ancora mezzo duro, Warrick la guardò per un istante. Sofia, ancora ansimante, con la figa aperta e colante di sborra, si girò verso di me con un sorriso osceno e mi sussurrò all’orecchio: «Questa è solo la prima di molte notti in cui sceglierò l’amico del marito per farmi usare come una troia senza buchi liberi, e la prossima volta voglio che mi riempite di sborra calda in figa, culo e gola finché non gocciolo come una fogna, marito mio cornuto».
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