Il vicino che ho desiderato per mesi

La divorziata di 38 anni Noelle si fa finalmente scopare dal vicino idraulico Cody di 42 dopo mesi di sguardi bollenti.

13 min read September 21, 2026New

Noelle, una divorziata di 38 anni che viveva da sola nel suo appartamento di periferia, aveva trascorso gli ultimi mesi in un costante stato di eccitazione repressa e frustrante. Il suo corpo maturo, con i seni pieni e pesanti, i fianchi morbidi e il culo rotondo che ancora attirava sguardi, bruciava di desiderio ogni volta che i suoi pensieri viravano verso Cody, l’atletico idraulico di 42 anni che abitava nella casa accanto. Era un uomo solido, con spalle larghe forgiate dal lavoro manuale, braccia venose e un torace che si gonfiava sotto le magliette sudate. Per mesi Noelle lo aveva spiato dalla finestra della cucina, mordendosi il labbro inferiore mentre lui riparava tubi o tagliava l’erba senza maglietta, il sudore che gli colava tra gli addominali scolpiti fino a scomparire sotto la cintura dei jeans. Quelle immagini le restavano impresse nella mente per ore. La sera, sdraiata sul letto, si abbassava le mutandine e si toccava con furia, due dita che affondavano nella sua figa già fradicia, il pollice che girava sul clitoride gonfio mentre immaginava il cazzo spesso di Cody che la apriva, che la sbatteva senza pietà fino a farla urlare. Veniva sempre con il suo nome strozzato in gola, il corpo che tremava, ma dopo il piacere arrivava solo un senso di vuoto. Voleva di più. Voleva lui dentro di sé, vero, caldo, dominante.

Quella sera l’aria era calda e immobile, carica di un’umidità che le faceva aderire la canottiera leggera alla pelle. I capezzoli erano già sensibili, due punte dure che premevano contro il cotone sottile. Stava versando acqua nella moka quando il campanello suonò. Il cuore le balzò in gola. Andò ad aprire scalza, i capelli castani sciolti sulle spalle, e quando spalancò la porta rimase congelata. Cody era lì, imponente, con un pacco tra le mani grandi e callose. La camicia di flanella era aperta su due bottoni, mostrando la pelle abbronzata e l’inizio del petto muscoloso. I jeans gli fasciavano le cosce potenti e il rigonfiamento evidente tra le gambe. I loro sguardi si incastrarono immediatamente. Negli occhi verdi di lui Noelle lesse lo stesso fuoco che la consumava da mesi: desiderio nudo, animale, represso fino a quel momento. Sentì la figa contrarsi di colpo, un fiotto di umori caldi che le bagnò le mutandine. Le guance le presero fuoco.

«Buonasera, Noelle» disse lui con quella voce bassa e rauca che le vibrava direttamente nel basso ventre. «Il corriere ha lasciato questo da me per sbaglio. È tuo.»

Lei deglutì, la gola secca. «Grazie… Cody. Non dovevi disturbarti.» Le dita di entrambi si sfiorarono mentre prendeva il pacco e quella scarica fu come corrente elettrica. Nessuno dei due abbassò lo sguardo. L’aria tra loro sembrava densa, quasi visibile. Noelle sentiva i seni tendersi, i capezzoli dolorosamente duri. Lui respirava più pesantemente, il petto che si alzava e abbassava. Alla fine lei riuscì a sorridere, anche se tremava. «Entra un attimo. Ti preparo un caffè. È il minimo.»

Cody entrò, chiudendo la porta dietro di sé. Il suo corpo massiccio sembrò riempire tutto l’ingresso. Mentre lo precedeva verso la cucina, Noelle era acutamente consapevole del suo sguardo sul suo culo. I pantaloncini corti le salivano tra le natiche a ogni passo. Pensava: “Cazzo, è qui. Dopo tutti questi mesi a bagnarmi solo guardandolo, è nella mia cucina. Sento già la figa che pulsa. Se mi toccasse adesso verrei all’istante.”

Preparò il caffè con gesti lenti, consapevole di ogni movimento del proprio corpo. La canottiera si sollevava quando alzava le braccia, mostrando un lembo di pelle morbida sulla schiena. Cody si appoggiò al bancone, le braccia incrociate, i bicipiti che si gonfiavano. Parlarono del quartiere, del suo lavoro di idraulico, di come Noelle avesse imparato a gestire tutto da sola dopo il divorzio. Ma le parole erano solo un pretesto. Gli sguardi continuavano a toccarsi, a spogliarsi.

Quando si sedettero al piccolo tavolo, le ginocchia si sfiorarono. Noelle arrossì violentemente, posando la tazza. Il cuore le batteva così forte che lo sentiva nelle orecchie. «Cody… devo confessarti una cosa che mi fa vergognare da morire» mormorò, gli occhi bassi. «Da mesi ti spio dalla finestra mentre lavori. Quando sei lì fuori senza maglietta, sudato, con quei muscoli che si flettono e il sudore che ti cola sugli addominali fino alla cintura… non riesco a smettere di guardare. Mi eccito tantissimo. Mi chiudo in camera e mi masturbo pensando a te. Infilo le dita nella figa e immagino che sia il tuo cazzo grosso che mi apre.»

Le parole le uscirono di getto, la voce tremante ma eccitata. Cody rimase in silenzio per qualche secondo, poi un sorriso lento, predatorio, gli curvò le labbra. Si sporse in avanti e le posò una mano sul ginocchio, il palmo caldo e ruvido. Il tocco fu intenzionale, possessivo. Salì lentamente lungo la coscia, fermandosi a pochi centimetri dal bordo dei pantaloncini.

«Allora siamo in due, Noelle» rispose lui, la voce bassa e sporca. «Anch’io ti ho spiata. Quando passi davanti alla finestra con quelle canottiere leggere, i capezzoli che si vedono, o quando ti pieghi in giardino e quel culo perfetto sembra invitarmi a prenderlo… cazzo, mi diventa duro da far male. Mi sono fatto seghe violente pensando di strapparti i vestiti, di metterti a quattro zampe e di ficcarti tutto dentro fino alle palle. Di sentirti urlare mentre ti scopo forte, mentre la tua figa stretta mi strizza il cazzo.»

Noelle gemette piano, incapace di trattenersi. La mano di lui continuava ad accarezzarle la coscia, salendo ancora, sfiorando il bordo umido delle mutandine. Lei aprì leggermente le gambe, un invito inconscio. Sentiva i succhi colarle lungo l’interno delle cosce. I seni le dolevano, i capezzoli così sensibili che ogni respiro era una tortura piacevole.

«Cody… le tue parole mi stanno facendo impazzire» sussurrò lei, arrossendo ancora di più ma senza ritrarsi. «Sento la figa bagnatissima. Da mesi sogno di prenderti in bocca, di sentirti spingere fino in gola mentre mi tieni per i capelli. Voglio che mi scopi come se mi odiassi, che mi lasci il segno delle dita sui fianchi.»

Lui strinse la presa sulla coscia, le dita che affondavano nella carne morbida. Il rigonfiamento nei suoi jeans era ormai enorme, una sagoma grossa e spessa che premeva contro la stoffa. Si alzò, torreggiando su di lei, e le passò l’altra mano tra i capelli, tirandole leggermente la testa indietro. I loro visi erano vicinissimi. Il respiro di lui sapeva di caffè e di maschio eccitato.

«Attenta a quello che chiedi, Noelle» ringhiò piano, la bocca che sfiorava la sua senza baciarla ancora. «Perché una volta che comincio non mi fermo. Ti voglio spogliare, leccarti tutta, farti venire sulla mia lingua prima di sbatterti fino a farti tremare le gambe.»

Lei tremava tutta. Il calore tra le gambe era insopportabile. Si alzò di scatto, premendo il corpo contro quello di lui. I seni schiacciati contro il petto duro di Cody, il ventre che sentiva la durezza del suo cazzo. Gli prese la mano grande, intrecciò le dita alle sue e lo guardò dritto negli occhi, senza più vergogna.

«Vieni con me» disse con voce roca, piena di urgenza. «Adesso.»

Lo guidò fuori dalla cucina, lungo il corridoio poco illuminato. Ogni passo era una tortura dolce. Sentiva il palmo calloso di lui stringere il suo, il pollice che le accarezzava il dorso della mano in cerchi lenti e promettenti. Il suo corpo era in fiamme. La figa pulsava ritmicamente, le mutandine completamente zuppe. Nella mente le scorrevano immagini oscene: Cody che la spingeva contro il muro, che le abbassava i pantaloncini, che la penetrava con un colpo solo. Il suo odore maschio la avvolgeva, facendola bagnare ancora di più.

Entrarono nella camera da letto. La luce della lampada sul comodino era calda, dorata, illuminava il grande letto matrimoniale con le lenzuola scure. Noelle si fermò ai piedi del letto e si voltò verso di lui, i corpi vicinissimi, i respiri che si mescolavano. Gli occhi di Cody erano neri di desiderio, le pupille dilatate. La mano di lui salì a sfiorarle un seno da sopra la canottiera, il pollice che passava sul capezzolo duro. Noelle sussultò, un gemito basso le sfuggì dalle labbra socchiuse.

Erano lì, finalmente soli, finalmente pronti. La tensione accumulata in mesi di sguardi bollenti vibrava tra loro come una corda tesa al massimo, pronta a spezzarsi da un momento all’altro. Lei sentiva il cazzo di Cody premere contro il suo basso ventre, caldo e duro come ferro. Le dita di lui tremavano leggermente sulla sua pelle. Nessuno dei due parlò più. Si guardavano soltanto, respirando affannosamente, sapendo che il prossimo movimento avrebbe fatto crollare ogni barriera rimasta. La notte era ancora lunga, e il desiderio che li aveva consumati per mesi stava per esplodere senza più controllo.

Noelle non resistette un istante di più. Il desiderio accumulato in mesi di sguardi rubati e notti solitarie le incendiava il sangue. Senza una parola si lasciò scivolare in ginocchio davanti a Cody, gli occhi fissi nei suoi mentre le mani andavano alla cintura dei jeans dell’idraulico di quarantadue anni. Le dita tremavano per l’eccitazione ma slacciarono tutto con urgenza. Quando abbassò i pantaloni e i boxer, il cazzo di lui schizzò fuori pesante, spesso, venoso, con la cappella già lucida di umori. Era esattamente come lo aveva sognato: grosso, dominante, con una curvatura perfetta che prometteva di colpirle ogni punto sensibile dentro.

«Cazzo, Cody… è ancora più bello di quanto immaginassi,» sussurrò Noelle, la divorziata di trentotto anni che sentiva la figa contrarsi solo a guardarlo. Lo avvolse con entrambe le mani, accarezzandolo dalla base alle palle pesanti, poi si sporse in avanti e lo prese in bocca con avidità famelica. Le labbra si tesero intorno alla grossa cappella, la lingua che lambiva e succhiava mentre la testa iniziava a muoversi su e giù. Lo ingoiava sempre più a fondo, fino a sentire la punta premerle in gola. I suoni bagnati riempivano la stanza: slurping osceni, piccoli conati di piacere, gemiti soffocati di lei che vibravano lungo l’asta.

Cody le infilò una mano tra i capelli castani, stringendo senza farle male ma guidandola con fermezza. «Brava, Noelle. Succhiamelo così, come hai sognato per mesi. La tua bocca calda è perfetta intorno al mio cazzo. Più profondo, sì… cazzo, così.» La sua voce rauca era sporca, piena di quel tono animale che lei aveva immaginato mille volte mentre si toccava. Noelle accelerò, pompandolo con la mano mentre la bocca lavorava la punta, poi lo tirava fuori per leccarlo tutto dalla base fino alla fessura, assaporando il gusto salato di maschio eccitato. Le colava saliva sul mento, sulle tette pesanti che ballavano a ogni movimento. La figa le pulsava dolorosamente vuota, gli umori che le bagnavano l’interno delle cosce. Pensava: “Finalmente ce l’ho in bocca, il cazzo del vicino che mi ha fatto bagnare per mesi. È grosso, caldo, vivo. Voglio che mi scopi la gola ma voglio di più, voglio sentirmelo spaccare la figa.”

Continuò a succhiarlo con passione sfrenata per lunghi minuti, alternando succhiate profonde a leccate lente e perverse, prendendo in bocca anche le palle e succhiandole mentre lo masturbava con colpi stretti e veloci. Cody ansimava, i muscoli dell’addome tesi, il sudore che gli brillava sul torace ampio. Quando sentì che stava per perdere il controllo la afferrò per le ascelle e la sollevò di peso, come se non pesasse nulla. La gettò sul letto matrimoniale, le lenzuola scure che si spiegazzavano sotto il corpo nudo di lei. In pochi secondi le strappò via canottiera, pantaloncini e mutandine zuppe, lasciandola completamente esposta.

Si sdraiò sopra di lei, il corpo massiccio che la copriva. La penetrò in missionario con un affondo lento ma deciso, il cazzo spesso che le apriva le labbra della figa e scivolava dentro fino in fondo. Noelle spalancò gli occhi e gemette forte, le unghie che affondavano immediatamente nella schiena muscolosa di lui, graffiandolo dal collo fino ai lombi. I loro sguardi si incatenarono. Non c’era più vergogna, solo desiderio puro.

«Guardami negli occhi mentre ti scopo, Noelle,» ringhiò Cody, cominciando a muoversi con spinte profonde e misurate. «Voglio vedere ogni espressione mentre ti riempio.»

«Cody… oh cazzo, ti sento tutto,» ansimò lei, le gambe avvolte intorno ai suoi fianchi potenti. Ogni spinta le mandava ondate di piacere lungo la spina dorsale. I seni pesanti ballavano a ogni colpo, i capezzoli duri che sfregavano contro il petto peloso di lui. Noelle graffiava più forte, lasciando segni rossi sulla pelle abbronzata, mentre lui aumentava il ritmo, sbattendola contro il materasso. I loro respiri si mescolavano, bocche vicine ma senza baciarsi ancora, solo occhi negli occhi. «Più forte… scopami come hai promesso. Voglio sentire ogni centimetro.»

Cody obbedì, accelerando, il letto che cigolava ritmicamente. Il suono bagnato della figa di lei che accoglieva il suo cazzo riempiva l’aria insieme ai gemiti sempre più alti. Noelle sentiva l’orgasmo avvicinarsi ma non voleva venire ancora. Lui sembrò capirlo. Uscì da lei con un movimento fluido, la girò sulla pancia e la sollevò per i fianchi, mettendola a pecorina. Il culo rotondo e morbido di Noelle era alto, la schiena inarcata, la figa aperta e luccicante.

Le tirò i capelli con decisione, avvolgendoseli intorno al pugno, e la penetrò da dietro con un colpo secco e potente. Noelle urlò di piacere, spingendo indietro contro di lui. Cody cominciò a sbatterla forte, senza pietà, i fianchi che sbattevano contro le sue natiche con schiocchi sonori. Le dava uno schiaffo sul culo ogni pochi secondi, lasciando impronte rosse sulla carne morbida.

«Ti piace essere presa così, vero? Dopo mesi a guardarmi dal finestra ora sei qui a farti fottere come una troia,» ringhiò lui, tirandole i capelli per farle inarcare la testa. «Dimmi quanto lo volevi.»

«Lo volevo da morire!» urlò Noelle tra un gemito e l’altro. «Sbattimi più forte, Cody! Tirami i capelli, usami! La mia figa è tua!» Il piacere era brutale, ogni affondo le colpiva il punto più profondo, le palle di lui che sbattevano contro il clitoride gonfio. Sentiva le gambe tremare, il sudore che le colava lungo la schiena. Il dolore piacevole dei capelli tirati la faceva contrarre ancora di più intorno al cazzo di lui.

Dopo minuti di quella furia animale Cody rallentò, uscì e si sdraiò supino. «Vieni sopra, voglio assaggiarti mentre mi succhi di nuovo.» Noelle si girò immediatamente, posizionandosi in sessantanove sopra di lui. La figa fradicia calò sulla bocca di Cody mentre lei riprendeva il cazzo tra le labbra. Il piacere fu simultaneo e devastante. Lui le leccava le grandi labbra, poi affondava la lingua dentro di lei, succhiando gli umori con avidità, il naso premuto contro il suo ano mentre il clitoride veniva torturato da labbra e lingua esperte. Noelle gemeva intorno al cazzo, succhiandolo con rinnovata fame, la testa che andava su e giù mentre una mano gli massaggiava le palle. Il sapore di entrambi i sessi mescolati era sporco, eccitante, perfetto.

«Hai un sapore così buono,» mormorò Cody tra le sue cosce, la voce attutita ma chiara. «Bagnata fradicia per me. Continua a succhiarmelo così, brava.» Noelle spinse la figa contro la sua faccia, cavalcandogli la lingua mentre gli prendeva il cazzo fino in gola. I gemiti di entrambi vibravano sui sessi dell’altro, creando un circuito di piacere sempre più intenso.

Quando non ressero più Noelle si staccò, si voltò e gli salì sopra a cavalcioni. Afferrò il cazzo ancora bagnato della sua saliva e della propria eccitazione e se lo infilò dentro con un movimento lento e profondo, sedendosi completamente fino a sentirlo toccarle il fondo. Poi iniziò a cavalcarlo selvaggiamente. I fianchi andavano su e giù con forza, i seni pesanti che schiaffeggiavano l’aria, le mani piantate sul petto muscoloso di Cody per avere leva. Lui spingeva dal basso, incontrando ogni discesa, le mani strette sui suoi fianchi morbidi.

«Cavalca il mio cazzo, Noelle. Fammi sentire quanto sei troia,» la incitava lui, schiaffeggiandole il culo mentre lei accelerava. Il letto sbatteva contro il muro. Il clitoride di lei strofinava contro il pube di Cody a ogni colpo. I gemiti divennero urla incontrollate.

«Sto per venire! Cody, sto venendo sul tuo cazzo!» gridò lei, il corpo che tremava violentemente.

«Vieni, cazzo! Vengo anch’io!» ruggì lui.

L’orgasmo li travolse insieme in un’esplosione di piacere animale. Noelle urlò, la figa che si contraeva spasmodicamente intorno al cazzo di lui, spremendolo. Cody spinse in alto con forza, schizzando getti caldi e abbondanti dentro di lei, riempiendola fino a farle colare sborra lungo le cosce. Continuarono a muoversi per prolungare il piacere, i corpi scossi da tremiti violenti, le voci che si spezzavano in grida roche.

Ansimanti e sudati, crollarono uno sull’altra. Cody rimase dentro di lei, il cazzo ancora mezzo duro che pulsava tra le pareti sensibili della figa di Noelle. Si baciarono a lungo, lentamente, le lingue che si intrecciavano con tenerezza dopo la furia. Le mani di lui le accarezzavano la schiena bagnata, quelle di lei gli sfioravano il viso.

«Questa non sarà l’ultima volta,» sussurrò Cody tra un bacio e l’altro, guardandola negli occhi. «Sarà solo la prima di molte notti, Noelle. Domani torno con gli attrezzi giusti per ‘aggiustare’ tutto ciò che desideri.»

Lei sorrise, stringendosi intorno a lui, ma mentre i loro respiri si calmavano capì che il pacco non era mai esistito: lo aveva confezionato lei stessa quella mattina e lo aveva fatto consegnare apposta all’indirizzo sbagliato solo per attirarlo oltre la soglia e farsi finalmente scopare dal vicino che aveva orchestrato di avere nel letto da mesi.

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