Riaccendere la fiamma con il suo ex al ritrovo

Sofia si fa scopare con gusto dal suo ex Luca mentre il marito Marco guarda e si sega.

5 min read August 21, 2026New

Marco e Sofia entravano nella sala affollata del ritrovo di classe tenendosi per mano, entrambi con i trentacinque anni sulle spalle e dieci di matrimonio solido alle spalle. Lei aveva scelto un abito nero aderente che le stringeva le tette e le faceva spuntare le curve del culo in un modo che faceva girare più di una testa. Lui le sorrideva di fianco, già eccitato all’idea di quella serata: da mesi le aveva confessato la sua fantasia più sporca, vederla farsi scopare da un altro uomo mentre lui guardava e si segava come un coglione felice. Sofia l’aveva presa sul serio, e ora l’aria del locale sapeva di possibilità.

Poi lo vide. Luca stava al bancone con un bicchiere di whisky, ancora fottutamente attraente, spalle larghe, sorriso sicuro di chi sa di avere un cazzo grosso e sa usarlo. I loro sguardi si incrociarono e qualcosa di vecchio e caldo le scese dritto tra le cosce. Si avvicinò, e quando lui la chiamò per nome la voce le fece stringere la figa. «Sofia. Cazzo, sei ancora più bella.» «Luca.» Lei rise, inclinando il collo. «Non sei messo male neanche tu.» Marco restò un passo indietro, il cuore che gli batteva forte e il cazzo che già premeva contro i pantaloni. Vide il modo in cui Sofia si mordeva il labbro inferiore e gli lanciò un’occhiata complicitosa. Lui annuì appena, gli occhi lucidi di eccitazione. Quella era la spinta che le serviva.

Durante la serata i due ex si isolarono in un angolo buio vicino alle finestre, mentre le risate della classe riempivano lo sfondo. Luca le stava troppo vicino, la mano che le sfiorava il fianco come se fosse ancora suo. «Mi ricordo di te a pecorina sul divano di tua madre mentre lei non c’era», mormorò lui, la voce bassa e sporca. «Come mi succhiavi il cazzo fino in gola. Te lo ricordi quanto ti riempivo?» Sofia sentì la mutandina bagnarsi di colpo. Guardò oltre la spalla di Luca e trovò Marco che li fissava dalla distanza, un bicchiere in mano e un sorriso storto, eccitato. Le fece un cenno col mento, chiaro, esplicito: vai. Fallo. «Lo ricordo troppo bene», rispose lei, la voce roca. «E adesso mi bagni solo a pensarci.» Luca le si avvicinò all’orecchio, il fiato caldo. «Voglio scoparti di nuovo stasera. Ti voglio aperta e piena del mio cazzo. Dimmi di sì.» Sofia deglutì, le cosce che si strofinavano da sole. «Lo voglio anche io. Ma Marco deve guardare. Voglio che lui veda tutto mentre mi fottti.» Luca sorrise, bestiale. «Perfetto. Gli facciamo vedere come si scopa una moglie per bene.»

Uscirono dal locale con scuse di circostanza. L’albergo era a due isolati, una camera prenotata in fretta con le mani che tremavano di urgenza. Appena la porta si chiuse alle loro spalle Luca spogliò Sofia con foga, strappandole l’abito lungo le spalle, le tette che saltarono fuori pesanti e i capezzoli già duri. Marco si sedette nella poltrona vicino al letto senza una parola, aprì la cerniera dei pantaloni e tirò fuori il cazzo già duro e rosso, cominciando a masturbarsi lentamente mentre guardava.

Luca spinse Sofia in ginocchio sul tappeto. «Apri la bocca, troia. Succhiami come una volta.» Lei obbedì avida, le labbra che si allargarono attorno al cazzo grosso e caldo del suo ex. Lo prese in gola fino a farle lacrimare gli occhi, la saliva che le colava sul mento mentre succhiava con rumori umidi e osceni. Luca le afferrò i capelli e la scopò in faccia con colpi profondi, gemendo. «Cazzo, che bocca… Guarda tuo marito mentre mi lecchi le palle, Sofia.» Lei girò gli occhi verso Marco, la bocca piena, e vide il marito segarsi più forte, il precome che gli luccicava sulla punta. Quello la fece gemere attorno al cazzo di Luca.

Luca la sollevò, la piegò a pecorina sul bordo del letto e le strappò le mutandine bagnate. La figa di Sofia era gonfia e gocciolante. Lui ci spiaccicò la testa del cazzo e entrò con una spinta brutale, fino in fondo, facendola urlare. «Ah, cazzo, sì! Scopami, fotttimi forte!» Luca la martellò con colpi profondi e grezzi, le mani che le stringevano i fianchi fino a lasciarle i segni, le palle che sbattevano contro la clitoride a ogni infornata. Sofia guardava Marco dritto negli occhi mentre veniva scopata come una cagna in calore, la bocca aperta, i gemiti alti e rotti. «Ti piace, Marco? Ti piace vedere il cazzo del mio ex nella mia figa?» Marco annuì ansimante, la mano che sfrigolava sul proprio cazzo. «Sì… scopala, Luca. Riempila.»

Luca si stese sulla schiena e la fece montare a cavalcioni. Sofia si infilò il cazzo da sola, scendendo fino in fondo con un urlo di piacere puro, poi cominciò a cavalcarlo con forza, le tette che rimbalzavano, il culo che sbatteva contro le cosce di lui. Si schiantava in giù come se volesse spezzarsi, la figa che faceva rumori schifosi e bagnati a ogni botta. «Cazzo, mi vieni dentro, mi sborri tutta», ansimava lei, le unghie conficcate nel petto di Luca. «Riempimi come una volta, brutto bastardo!» Luca le afferrò i fianchi e la spinse giù con violenza mentre sparava getti potenti e caldi dritto in fondo all’utero, sborrandole dentro a ondate spesse. Sofia urlò e venne a sua volta, la figa che si contraeva a spasmi attorno al cazzo che la riempiva di sperma. Marco, dalla poltrona, si segò fino a spararsi sul ventre e sulla mano con un gemito gutturale, gli occhi fissi sulla figa di sua moglie che strizzava fuori il seme dell’altro.

Ansimanti e sudati, Sofia si chinò e baciò Luca con la lingua ancora affamata un’ultima volta, assaporando il sapore di entrambi. Poi si staccò, scese dal letto e camminò verso il marito con le cosce lucide. Lo sperma di Luca le colava già lento lungo la pelle interna, fili bianchi e densi che le scendevano fino al ginocchio. Si sedette a gambe aperte sulle cosce di Marco, gli schiacciò il cazzo ancora molle e bagnato di sborra contro la figa colante e lo baciò a fondo, facendogli assaggiare la bocca usata. Poi gli sussurrò contro le labbra, la voce roca e sporca: «Senti com’è piena di cazzo e di sborra del mio ex, amore… adesso leccami pulita e poi rimettimelo dentro finché non mi esce tutto sul tuo cazzo da cornuto felice.»

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