Surrendering Slowly on the Rooftop Couch

Marco guarda la moglie Sofia che si fa scopare dal collega sul divano del rooftop.

5 min read August 25, 2026New

Marco stava in piedi accanto al parapetto del rooftop, il bicchiere di prosecco semi-vuoto stretto tra le dita sudate. Aveva trentadue anni e da sempre si era sentito un marito devoto, quasi eccessivamente attento ai bisogni di Sofia. Lei, invece, a trent’anni irradiava una sensualità che attirava sguardi come una calamita: curve generose, seni pieni che premevano contro il vestito estivo leggero, fianchi larghi e un culo sodo che si muoveva con naturale arroganza. La festa estiva sul rooftop privato di un amico comune riempiva l’aria di musica bassa, risate e odore di grigliata, ma per Marco tutto si riduceva al modo in cui Sofia stava ridendo troppo vicino a Luca.

Luca aveva trentacinque anni, collega di Sofia, corpo atletico, spalle larghe e un’aria dominante che faceva sembrare Marco ancora più magro e incerto. Sofia gli toccava il braccio mentre parlava, le labbra rosse appena socchiuse. Poi si voltò verso il marito, gli si avvicinò e gli posò una mano sul petto.

«Marco… lo sai che ho sempre saputo del tuo desiderio», sussurrò contro il suo orecchio, la voce calda e un po’ umida. «Vuoi guardarmi. Vuoi che un altro uomo mi prenda mentre tu stai fermo. Stanotte voglio esplorarlo. Davvero. Dimmi di sì con gli occhi e io lo faccio.»

Marco sentì un brivido misto di gelosia e di un’eccitazione che gli induriva il cazzo nei pantaloni. Deglutì. Annuì una volta, appena, il cuore che batteva forte. Sofia sorrise, un sorriso cattivo e affettuoso insieme, poi si allontanò e andò a sedersi sul divano del rooftop, proprio accanto a Luca.

La tensione salì come una marea. Sofia si sistemò con le gambe accavallate, il vestito che saliva sulle cosce. Luca non esitò: la mano gli scivolò sulla pelle nuda, accarezzando lentamente la parte interna della coscia di lei, salendo sempre più in alto. Marco rimaneva in piedi a pochi metri, lo sguardo fisso, il respiro corto. Sofia si chinò verso Luca e lo baciò. Prima leggero, poi con passione crescente: lingue che si cercavano, un gemito basso di lei mentre la mano di Luca le stringeva la coscia quasi fino all’inguine.

Sofia allungò la mano, infilò le dita nei pantaloni di Luca e lo strinse. Marco vide il movimento, vide come il polso di lei si muoveva lentamente su e giù. Sofia staccò le labbra dal bacio e disse, abbastanza forte perché il marito sentisse ogni sillaba:

«Ce l’hai duro da impazzire. Lo voglio dentro di me. Adesso. Voglio sentirlo spingere forte.»

Luca la guardò, poi lanciò un’occhiata a Marco. Sofia si voltò verso il marito, le guance arrossate, gli occhi lucidi di eccitazione.

«Marco… dimmelo. Vuoi guardare mentre mi faccio scopare da lui?»

Marco sentì le ginocchia molli. La vergogna gli bruciava il collo, ma il cazzo pulsava dolorosamente. Annuì di nuovo, la voce roca:

«Sì… voglio guardare. Falla. Prendilo.»

Sofia si alzò dal divano. Con calma deliberata si sfilò il vestito, poi il reggiseno e le mutandine, restando nuda sotto le luci soffuse del rooftop. I seni pesanti, i capezzoli duri, la fica già lucida di eccitazione. Si inginocchiò tra le gambe di Luca, gli aprì i pantaloni e liberò il cazzo grosso e teso. Lo guardò per un secondo, poi alzò gli occhi verso Marco e lo prese in bocca con avidità.

Succhiava a fondo, le labbra strette intorno all’asta, scendendo finché il glande le urtava la gola. Un suono umido e osceno riempiva l’aria. Sofia teneva lo sguardo fisso sul marito mentre ingoiava, saliva che le colava dal mento, una mano che gli massaggiava le palle. Luca le tenne i capelli, spingendo leggermente, e lei gemette intorno al cazzo.

Poi Luca la sollevò, la piegò sul divano a quattro zampe e si sistemò dietro di lei. Le affondò il cazzo dentro con una spinta lunga e potente. Sofia urlò di piacere, le unghie che affondavano nei cuscini.

«Oh cazzo… sì… così… scopami forte!»

Luca iniziò a muoversi con spinte ritmiche e profonde, le mani che le afferravano i fianchi, il bacino che sbatteva contro il culo di lei producendo un suono carnale. Ogni botta faceva tremare le tette di Sofia. Marco, seduto ora su una sedia di fronte, aveva sbottonato i pantaloni e si stava masturbando lentamente, lo sguardo incollato al punto in cui il cazzo di Luca spariva dentro la fica della moglie.

Luca la girò sulla schiena, le alzò le gambe e la prese in missionary, spingendo ancora più a fondo. Sofia gli avvolse le cosce intorno alla schiena, ansimando.

«Marco… masturbati. Guardami mentre mi riempie. Ma non venire. Non ti è permesso. Sei qui solo per guardare e per essere umiliato, capito?»

Marco annuì, la mano che scorreva sul proprio cazzo gocciolante, la faccia arrossata dalla vergogna e dal piacere perverso. Luca accelerò, le spinte diventarono più selvagge. Sofia gridò, l’orgasmo che la scuoteva a ondate, la fica che si contraeva intorno al cazzo di lui. Luca ruggì e si scaricò dentro di lei con spinte lunghe, sparando sborra calda e abbondante in fondo alla figa. Sofia gemette ancora, sentendo ogni getto, e guardò il marito con un sorriso trionfante.

«Vedi, Marco? Mi ha venuto tutta dentro… mentre tu stai lì a frugarti il cazzetto senza nemmeno potere sparare. Che bravo marito sottomesso.»

Dopo l’orgasmo Sofia baciò Luca con tenerezza soddisfatta, le labbra lente, la lingua che assaggiava ancora il sapore di entrambi. Poi si alzò dal divano. La sborra di Luca le colava lenta lungo l’interno coscia, bianca e densa. Si avvicinò a Marco, ancora seduto con il cazzo duro stretto in pugno, e gli si mise a cavalcioni sulle cosce senza infilarselo. Gli prese la testa tra le mani e lo costrinse a chinarsi.

«Lecca. Piano. Tutta la sborra che mi ha lasciato dentro. Pulisci la tua moglie come si deve.»

Marco obbedì. La lingua gli uscì tremante e cominciò a leccare lentamente la fica gonfia e creampie di Sofia, assaporando il sapore salato e amaro della sborra di un altro uomo mescolata ai succhi di lei. Sofia sospirò di piacere, tenendogli i capelli, muovendo leggermente i fianchi contro la sua bocca.

Stava ancora leccando, la faccia sepolta tra le cosce della moglie, quando all’improvviso la porta del rooftop si spalancò con un tonfo forte e una voce maschile e confusa gridò il nome di Luca.

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