Il Doppio Appuntamento Che Brucia All'Alba
Laura si fa scopare da Julius e Victor mentre il marito Noelle guarda e lecca la sborra.
Laura e Noelle camminavano mano nella mano per le strade calde di Trastevere, marito e moglie da quasi otto anni, entrambi sulla soglia dei trent’anni, con quel sorriso stanco di chi conosce ogni centimetro dell’altro e non trova più niente da scoprire. Il matrimonio era diventato una routine di cene silenziose e scopate frettolose al buio. Finché, in un locale affollato vicino al Tevere, non sbatterono contro Julius e Victor.
Due amici single, alti, spalle larghe, sguardi da predatori abituati a prendere. Julius aveva la barba corta e le mani grosse; Victor la voce bassa e quel sorriso storto che faceva venire i brividi. I quattro finirono allo stesso tavolo. Laura rise troppo alle battute di Victor, si sporse in avanti finché la scollatura non offrì a Julius una vista chiara del reggiseno nero. Noelle lo vide. E il cazzo gli si indurì nei pantaloni come non succedeva da mesi.
«Tua moglie è una bomba», mormorò Julius a Noelle, senza nemmeno abbassare la voce. Laura lo sentì, si leccò le labbra e rispose al posto del marito: «E ha un marito che adora guardare». Noelle arrossì, ma non smentì. Quella notte, nella loro camera d’albergo, si toccarono a vicenda confessandosi la voglia sporca: lei di essere usata da altri, lui di vederla godere su cazzi più grossi, più duri, più spietati. All’alba decisero. Un doppio appuntamento privato. Villa isolata fuori Roma, affittata per l’occasione. Consapevoli. Famati.
La cena sul terrazzo della villa arrivò con l’aria ancora tiepida e le cicale che strillavano. Laura indossava un vestitino corto bianco, niente mutandine, tette libere sotto il tessuto leggero. Si sedette tra Julius e Victor. Noelle di fronte, già con le guance calde.
Julius le posò una mano sulla coscia nuda e salì lentamente, le dita che disegnavano cerchi sulla pelle morbida. Victor le afferrò il mento e la baciò a bocca aperta, lingua profonda, bava che scivolava. Laura gemette nel bacio e allargò le gambe.
«Noelle… guarda», ansimò staccandosi dalle labbra di Victor. «Sono già bagnata da far schifo. Voglio cazzo nuovo. Voglio che mi riempiano. Digli che puoi solo guardare».
Noelle deglutì, il cazzo che premeva contro la cerniera. «Voglio guardare», ammise con voce rauca. «Voglio vederti scopata. Fallo. Usala».
Laura non se lo fece ripetere. Si alzò, girò e si sedette a cavalcioni sulle cosce di Julius, la figa nuda che si strusciò subito sul grosso cazzo ancora vestito. Sentì la durezza attraverso il tessuto, grosso, caldo, e ci si macinò sopra con movimenti lenti e sporchi, le labbra della fica che si aprivano e lasciavano una striscia umida sui pantaloni di lui.
«Cazzo, che troia bagnata», ringhiò Julius, afferrandole i fianchi.
Victor le si mise alle spalle, le alzò il vestitino e le infilò due dita dritte nella figa sdrucciolevole, fino in fondo, aprendo le labbra davanti agli occhi spalancati di Noelle.
«Senti com’è stretta e zuppa», disse Victor, muovendo le dita con schiocchi umidi. «Tuo marito te la lecca male, vero? Guarda come ti scopa la mano».
Laura guardò Noelle dritto negli occhi mentre si dimenava sulle dita di Victor e sul cazzo di Julius. «Sì… oh cazzo sì… sono una puttana bagnata. Digli che vuoi vedermi piena».
Noelle annuì, le mani tremanti sulle ginocchia, umiliato e duro da far male. «Scopatela. Fatela urlare».
Passarono al salotto. Julius la stese sul divano di pelle, le aprì le gambe a forza e se la infilò in un colpo solo in missionario. Il cazzo grosso le spaccò la figa, le labbra rosee che si stiravano attorno al glande grosso. Laura urlò, le unghie nella schiena di lui, gli occhi fissi su Noelle.
«Guarda, amore… guarda come mi scopa. È più grosso del tuo. Mi arriva in fondo… ahh, sì, così, sfondami!»
Julius martellava con colpi secchi e profondi, le palle che sbattevano contro il culo di lei, il suono umido e osceno che riempiva la stanza. Laura veniva già, la figa che si contraeva a scatti, il succo che schizzava sui peli di lui.
Poi Victor la girò come una bambola. La mise a pecorina, il culo all’aria, la faccia premuta contro i cuscini, e se la prese da dietro con una spinta che la fece strillare.
«Sono la vostra troia!», urlò Laura mentre Victor le martellava la figa, le mani che le afferravano i capelli e le tiravano indietro. «Usatemi… riempitemi… Noelle, guarda che cazzi veri mi fanno squirtare!»
Julius le si mise davanti, il cazzo lucido di bava di lei, e glielo spinse in bocca. Laura succhiò con gola aperta, sbavando, mentre Victor la sfondava da dietro. Noelle era in ginocchio a un metro, il cazzo in mano, costretto a guardare ogni centimetro.
«Leccale la figa mentre la scopiamo», ordinò Julius, afferrando Noelle per i capelli e spingendolo vicino. «Pulisci mentre noi la usiamo».
Noelle obbedì, la lingua che corse sulla figa di Laura dove il cazzo di Victor entrava e usciva, assaporando il sapore salato di lei mescolato al pre-sborra dell’altro uomo. Laura rideva tra i gemiti, umiliandolo.
«Sì, lecca, cuckold di merda. I cazzi veri mi fanno godere come tu non hai mai saputo. Senti come mi viene… ahh, Julius, sborrami in bocca!»
Julius tirò fuori dalla bocca di lei, si segò due volte e le scaricò getti densi di sborra calda sulla lingua, sulle labbra, sul mento. Laura la tenne aperta, mostrandola al marito, poi ingoiò con un suono schifosamente soddisfatto.
Victor ruggì e le venne dentro, spingendo fino in fondo, riempiendole la figa di sborra calda a getti spessi. Laura tremò in un altro orgasmo, la figa che spremeva ogni goccia.
All’alba la luce grigia filtrava dalle vetrate. Laura era sdraiata tra i due amanti, ancora ansimante, il corpo lucido di sudore e sborra, la figa che gocciolava creampie di Victor sulle cosce. Julius le massaggiava un seno; Victor le teneva le gambe aperte.
«Adesso pulisci», disse Laura a Noelle con voce roca e dolce al tempo stesso. «Lecca tutta la sborra dalla mia figa. Divorala».
Noelle si chinò tra le sue cosce e spinse la lingua dentro, assaporando il mix denso e salato che usciva da lei, leccando labbra gonfie, clitoride, buco ancora aperto. Laura gli afferrò i capelli e lo premette di più.
Poi lo tirò su e lo baciò a bocca aperta, passandogli in bocca la propria sborra mista a quella di Julius. Noelle gemette contro le sue labbra, umiliato, eccitato, perso.
«D’ora in poi ogni appuntamento finirà così», gli sussurrò Laura contro la bocca sporca. «Tu lecchi. Io godo. Loro mi riempiono. Sei il nostro cuckold adesso, vero?»
Noelle annuì, la voce spezzata. «Sì… sono il vostro cuckold».
Ma Julius e Victor si scambiarono un’occhiata. Non avevano ancora finito. Il sole saliva e Laura, ancora tremante, già sentiva le mani di Victor che le riaprivano le cosce, il cazzo di Julius che tornava a indurirsi contro la sua guancia. C’era ancora tempo prima che la villa dovesse essere liberata. E Noelle, in ginocchio, capì che la mattina era solo l’inizio di qualcosa di molto più profondo e sporco.
Julius non aspettò oltre. Afferrò Laura per i capelli e le premette il cazzo già di nuovo duro contro le labbra gonfie di sborra. «Apri, puttana. La mattina è appena iniziata e io voglio rifarti la gola». Lei obbedì subito, la lingua che uscì a leccare il glande ancora umido della scarica precedente, poi spalancò la bocca e lo ingoiò fino in fondo. Il vomito le salì per un istante quando il cazzo le sfiorò la gola, ma Laura respirò dal naso e si lasciò sfondare, bava che colava sul mento e gocciolava sui seni.
Victor le allargò le cosce con le mani ruvide e le infilò due dita nella figa ancora piena e slargata. La sborra di prima usciva a fiotti mescolata al succo di lei, e lui la spalò sulle labbra della fica prima di spingere il proprio cazzo dentro di colpo. Laura urlò attorno al cazzo di Julius, il suono soffocato e umido. Victor la scopava piano all’inizio, godendosi la sensazione di quella figa usata e cremosa che lo stringeva, poi accelerò, i fianchi che sbattevano con schiocchi obsceni.
Noelle era ancora in ginocchio a un metro di distanza, il cazzo duro in mano, gli occhi fissi sul punto in cui il cazzo di Victor spariva dentro sua moglie. «Più vicino, cuck», ringhiò Julius, afferrandolo di nuovo per i capelli e trascinandolo fino alle palle di Victor. «Leccale il culo mentre ti scopiamo la moglie. Metti la lingua nel buco del culo e pulisci ogni goccia che cola».
Noelle si chinò, le guance in fiamme, e spinse la lingua contro l’ano stretto di Laura. Assaporò il sapore di sudore e sborra che scivolava dal buco della figa, leccando con devozione umiliata mentre Victor continuava a martellare. Laura si staccò dal cazzo di Julius solo per guardare il marito. «Sì… lecca il culo della tua puttana mentre un vero uomo me la sfonda. Senti come mi viene già di nuovo… oh cazzo, Victor, più forte!»
Victor le afferrò i fianchi e la sollevò a metà, mettendola a cavalcioni all’inverso sopra di lui sul divano, schiena contro il suo petto. Il cazzo le restò dentro, conficcato fino alle palle, e Julius le si mise di fronte, spingendole le ginocchia ancora più aperte. «Adesso te la riempiamo tutte e due», disse Julius con un sorriso crudele. Prese il proprio cazzo e lo premette contro l’ingresso già occupato. Laura ansimò, gli occhi spalancati. «Fallo… sfondatemi insieme. Voglio sentire due cazzi nella stessa figa».
Noelle guardava, il cuore che batteva come un tamburo, mentre Julius spingeva. Il glande sforzò le labbra già stirate, scivolando piano accanto al cazzo di Victor. Laura urlò, un urlo lungo e gutturalo di puro piacere, le unghie che si conficcavano nelle braccia di Victor. I due uomini iniziarono a muoversi a ritmo alternato, uno dentro mentre l’altro usciva, poi insieme, allargandola fino al limite. La figa di Laura schizzava succo e sborra vecchia a ogni spinta, il suono era un guazzabuglio umido e schifoso.
«Guarda, Noelle», ansimò Laura, la voce spezzata. «Due cazzi veri mi aprono la fica come tu non hai mai potuto. Sono la loro troia doppia… ahh, cazzo, mi viene, mi viene forte!» Il corpo le si contrasse in un orgasmo violento, la figa che si stringeva a spasmi attorno ai due membri, spremendoli. Julius ruggì e scaricò per primo, getti caldi che si mescolavano a quelli di Victor ancora dentro. Poi Victor seguì, spingendo fino in fondo e riempiendola di nuovo, la sborra che usciva a fiotti dai bordi stirati.
Si ritirarono lentamente. Laura crollò sul divano, le gambe tremanti spalancate, la figa un disastro rosso e cremoso che pulsava e gocciolava. «Ora», ordinò lei a Noelle con voce roca, «metti la faccia qui e pulisci tutto. Ingoi ogni goccia. Voglio vederti bere la sborra di chi mi ha appena scopata meglio di te».
Noelle si gettò tra le sue cosce come un cane affamato. La lingua scavò dentro, succhiando i getti densi, leccando le labbra gonfie, il clitoride sensibile, l’ano ancora umido. Il sapore era salato, amaro, misto al sapore di Laura. Lei gli premette la testa più a fondo, sfregandosi la figa sulla sua bocca. «Bravo cuckold… mangia. Sei bravo solo a questo».
Julius e Victor non le lasciarono riposo. Dopo pochi minuti la sollevarono di nuovo. Victor la mise a pecorina sul tavolo basso del salotto, le spalle premute sul legno, il culo alto. Le spalmò della sborra che colava come lubrificante sull’ano e ci premette il glande. «Adesso ti prendo anche il culo, Laura. Tuo marito guarda». Lei annuì frettolosamente. «Sì, sfondami il culo. Fallo male, fallo a fondo».
Victor spinse. L’anello si aprì lentamente attorno al cazzo grosso, Laura che gemette a denti stretti poi urlò di piacere quando fu tutto dentro. Julius le si mise davanti e le riempì di nuovo la bocca. La scoparono così, a spinta sincronizzata, usandola come un pezzo di carne tra i due. Noelle restò in ginocchio sotto di lei, obbligato a leccare la figa vuota e gocciolante mentre il cazzo di Victor entrava e usciva dal culo a pochi centimetri dal suo naso.
Laura venne un’altra volta, lo squirting che le schizzò sulle cosce e sulla faccia di Noelle. Victor ruggì e le sborrò nel culo, spingendo a fondo e tenendola piena. Quando uscì, la sborra calda colò subito. «Lecca anche lì», comandò a Noelle. E Noelle lo fece, la lingua che entrò nell’ano slargato di sua moglie, pulendo la creampie anale mentre Laura rideva debole e soddisfatta.
Julius la girò di nuovo, la stese sulla schiena e se la scopò piano e profondo in missionario, guardandola negli occhi. «Dillo a tuo marito quanto ti piace». Laura lo fissò oltre la spalla di Julius. «Mi piace più di lui… i vostri cazzi mi fanno squirtare e venire come una cagna in calore. Noelle è solo il nostro leccasborra adesso». Julius le sborrò dentro l’ennesima volta, riempiendole di nuovo la figa, poi si ritirò e lasciò che Noelle pulisse di nuovo.
Il sole era alto quando finalmente si fermarono. Laura era un disastro lucido di sborra, sudore e segni di mani. Sdraiata tra i due uomini sul divano, si fece leccare i seni da Noelle mentre Julius e Victor le massaggiavano le cosce aperte.
Guardò il marito negli occhi, la mente già altrove, già schemata. «La prossima settimana», sussurrò con un sorriso sporco e calcolato, «porto Julius e Victor a casa nostra. Nel nostro letto. E tu, Noelle, starai sotto il materasso con la bocca aperta, pronto a leccare ogni goccia che cola mentre loro mi riempiono per ore. Poi li farò portare un amico. Tre cazzi. Ti legherò le mani e ti farò guardare mentre mi usano come una troia di quartiere nel nostro matrimonio. E tu pianificherai tutto: prenoterai la cena, preparerai i preservativi se li vorranno, e poi leccherai. Stai già pensando a come sistemare le candele e le cinghie, vero, cuckold mio?»
Noelle annuì, la voce rotta, il cazzo ancora duro e ignorato. «Sì… preparerò tutto. Sarò pronto».
Laura sorrise, già sentendo il brivido del piano che si solidificava. Julius le accarezzò i capelli. Victor le strinse un capezzolo. Fuori la villa aspettava di essere lasciata, ma dentro di lei l’idea della prossima volta bruciava già più dell’alba.
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